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San Miniato al Tedesco: tra storia e cucina

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san miniato - torre

San Miniato al Tedesco è un paesino appollaiato sul crinale di una collina a metà strada tra Firenze e Pisa. Si raggiunge facilmente con il treno (di fronte alla stazione c’è la fermata dell’autobus che porta al paese alto; si trovano anche i numeri di telefono dei taxi da chiamare nel caso il pullman sia già passato che con 10 euro vi portano in paese) o con la superstrada (FI-PI-LI uscita San Miniato). Il paese è davvero piccolo, ma è ricco di storia ed è una tappa gastronomica da non perdere.

Il nome deriva dall’imperatore tedesco Federico II di Svevia che fece costruire questo paese come vicariato imperiale, cioè come baluardo sul territorio contro l’influenza del Papato più a sud. Il paese all’inizio era un castello di cui oggi purtroppo rimane poco: la torre caratteristica del panorama infatti venne fatta esplodere durante la seconda guerra mondiale e quella che vedete oggi è stata ricostruita negli anni 50. Secondo la leggenda comunque pare che proprio qua sia stato rinchiuso quel Pier delle Vigne di cui parla Dante, colui che tenne “ambo le chiavi del cor di Federigo”, accusato di tradimento e per questo rinchiuso nella torre; incapace di sopportare l’offesa subita, racconta il poeta, avrebbe preferito darsi la morte … prendendo la rincorsa e sbattendo la testa contro le pareti della cella! (Inferno, XIII, 58-75).

La seconda torre che caratterizza lo skyline di San Miniato è la torre di Matilde. Si riteneva infatti che Matilde di Canossa fosse nata nel palazzo vicariale adiacente, ma questa credenza è stata da tempo smentita. Il campanile è oggi collegato al Duomo di San Miniato. Sulla facciata del duomo sono incastonati dei bacini ceramici decorati (quelle che vedete oggi sono copie, gli originali sono custoditi nel Museo) le cui origini e il cui significato non sono del tutto chiari. Si tratta probabilmente di oggetti di produzione maghrebina che venivano trasportati nelle navi come intercapedini tra le anfore; il loro utilizzo nell’architettura religiosa è conosciuta, ma in questo caso non si capisce se il significato della loro disposizione sia religioso o decorativo (per approfondire vedi qui).

Scendendo le scale a sinistra del duomo si arriva in piazza del seminario: il palazzo decorato che delimita la piazza era infatti un seminario la cui facciata è decorata da affreschi e graffiti con scene allegoriche delle Virtù accompagnate da motti e versetti di testi religiosi.

Uno personaggio storico legato a San Miniato è Napoleone Bonaparte (a cui è dedicata una piazza): la famiglia del padre era infatti originaria di qua e la sua maschera funeraria è conservata presso l’Accademia degli Euteleti.

San Miniato ospita durante l’anno diverse manifestazioni, la più famosa è la ormai celebre sagra del tartufo nel mese di novembre. In estate non bisogna perdersi tra giugno e luglio la Luna Azzurra, un festival internazionale del teatro di figura, durante il quale si esibiscono artisti provenienti da tutto il mondo con spettacoli per adulti e per bambini: il paese si trasforma in un laboratorio teatrale, con numerosi palcoscenici allestiti in tutto il paese e spettacoli vari. La notte del 23 giugno vengono poi organizzati i fuochi di San Giovanni sul prato della rocca, con spettacoli di fuochi, musica e panino con la salsiccia per tutti. Ancora in estate, nel mese di luglio, si svolge la manifestazione di musica classica “un castello di suoni”, che richiama musicisti di fama internazionale. Infine, sempre in luglio, si svolge a San Miniato il festival di prosa più antico d’Italia: la Festa del Dramma Popolare di San Miniato, attivo ininterrottamente dal 1947. I testi rappresentati sono definiti Dramma popolare, poiché si pongono il problema della ricerca del senso e del significato della vita, anche in maniera conflittuale e non risolta.

Un ottimo motivo per restare a San Miniato almeno mezza giornata è poi il cibo: si mangia benissimo! Consiglio il Podere del Grillo sulla strada per Palaia dovete mangerete esculusivamente piatti preparati con i prodotti dell’azienda agricola; se volete soltanto un dolce da portare a casa fate una passeggiata fino al Cantuccio di Federigo in via Paolo Maioli dove Paolo Gazzarri si dedica con passione alla ricerca di ricette antiche della tradizione con risultati eccezionali.

Per ogni informazione c’è un ufficio turistico in Piazza del Popolo con tutte le iniziative del momento a San Miniato e nei dintorni.

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